SONO INTOLLERANTE E A TUTTO CIO’ CHE MANGIO?

La sig.ra C. ha 54 anni e viene da me dicendomi “Sono intollerante a tutto quello che mangio”. Lamenta sintomi influenzali come freddo, sensazione di avere “male alle ossa”, testa pesante quasi tutte le sere, ha diarrea più volte al giorno da mesi , ormai non mangia quasi più tanti sono i cibi che le danno malesseri intestinali importanti; riferisce di avere mal di stomaco di frequente e di avere dolori addominali soprattutto prima di evacuare. Quando la signora arriva da me ha già visto molti specialisti. Racconta di un breve miglioramento di tutti questi sintomi solo in concomitanza con l’assunzione di antibiotico per una infezione al dito di un piede. La sua alimentazione era basata solo su patate bollite e qualche fetta di pane integrale; lei stessa diceva che non sapeva se mangiare altri cibi le facesse veramente male o se la paura delle ore di diarrea fosse il vero motivo delle sue scelte alimentari. Fatto sta che il quadro era questo. Abbiamo concordato di cominciare a lavorare sul suo intestino in modo molto graduale cercando però da subito di reinserire almeno gli alimenti essenziali come carne, pesce e fibre sotto forma di verdure. Il fatto che l’unico miglioramento avuto era stato causato dall’antibiotico mi fece subito pensare non ad una intolleranza bensì ad una infezione batterica. Sapere quale fosse di preciso per me era impossibile ma seguire l’obiettivo dell’innalzamento delle difese immunitarie era sicuramente la strada giusta. Abbiamo lavorato molto sull’intestino per ristabilire una flora batterica eubiotica dato che mesi di diarrea avevano causato la quasi scomparsa di batteri “buoni” ma soprattutto una sindrome chiamata “leaky gut syndrome” ovvero sindrome dell’intestino poroso. Questa sindrome rende le pareti intestinali porose e quindi non più impermeabili: in altre parole dall’intestino fuoriescono degli immunocomplessi potenzialmente dannosi che se ne vanno letteralmente in giro per l’organismo scatenando infiammazioni e disturbi di vario genere. Dopo i primi due mesi la diarrea era sparita ma l’alimentazione della signora era ancora molto parziale: mi diceva che siccome si sentiva meglio non voleva tornare come prima e quindi mangiava poco e solo le cose che secondo lei non le potevano dare alcun fastidio. Con molta fatica accettò di abbandonare questa sua posizione perché si rese conto di sentirsi sempre più stanca : aveva infatti carenze di minerali e vitamine che le causavano insonnia, stanchezza, difficoltà a mantenere la concentrazione, dolori muscolari diffusi. Dopo un mese di ripristino della normale alimentazione e di una integrazione mirata tutti i suoi sintomi iniziarono a regredire. Dopo un altro mese durante il nostro incontro mi comunica che ha reintrodotto tutti i cibi e che il suo intestino non ha dato nessun segno di sofferenza. Abbiamo continuato a vederci un paio di volte all’anno su richiesta della signora per fare il punto e fare degli interventi naturopatici preventivi per mantenere la situazione intestinale a livelli ottimali. A distanza di tre anni non si sono più presentate recidive e la signora non ha più avuto sintomi.

PSORIASI O DERMATITE?

Il sig. M . arriva da me con una diagnosi doppia; dopo aver sentito moltissimi pareri medici si trova con due diagnosi differenti: alcuni erano orientati verso una psoriasi e altri verso una dermatite atopica. I sintomi erano compatibili con entrambe le patologie perché soffriva da più di due anni di pruriti diffusi su tutto il corpo, chiazze rosse che si espandevano in pochi minuti ma che potevano durare giorni, desquamazioni concentrate soprattutto su gomiti, ginocchia , lati del naso, sopracciglia – peraltro classici punti di partenza della psoriasi – secchezza della pelle che portava a tagli anche sanguinanti, calore molto intenso sulle parti che si presentavano arrossate. Tutto ciò poteva presentarsi contemporaneamente nel periodo invernale per poi sparire per brevi periodi in estate ; tutto si ripresentava un po’ alla volta in autunno. A parte ovviamente il fastidio a livello fisico questi disturbi andavano a gravare molto sull’aspetto emotivo: la grande quantità di terapie fatte per contrastare i sintomi più aggressivi lo impegnavano sia in termini di tempo che di denaro e la cosa ormai era diventata fonte di preoccupazione e di disagio; senza contare che era molto sconfortato dal fatto che nessuna terapia funzionasse e che i suoi fastidi stessero addirittura peggiorando. Oltre a molte terapie farmacologiche che purtroppo non avevano portato grandi miglioramenti il sig.M faceva ogni mese due settimane di terapie a base di lampade speciali che anziché farlo sentire meglio peggioravano sia l’aspetto del prurito che quello del rossore. Il sig.M era single e lavorava molte ore al giorno per cui la sua alimentazione era fatta di cibi precotti o già pronti, surgelati, snacks a tutte le ore, bevande zuccherate, quasi assenti frutta e verdura e altrettanto assenti cibi freschi preparati al momento. Il tutto condito da livelli di stress lavorativo notevoli che non facevano altro che appesantire ulteriormente la situazione. Come prima cosa abbiamo lavorato subito per cambiare radicalmente la sua alimentazione togliendo tutti i cibi dannosi e reintroducendo quelli sani e freschi; parallelamente siamo intervenuti nell’aiutare gli organi emuntori a ripristinare le loro normali funzioni. Dopo soli 15 giorni la sua pelle smise di presentare anomalie: tutti i suoi sintomi non erano altro che la manifestazione del sovraccarico tossinico che il suo organismo aveva a causa soprattutto della sua alimentazione del tutto sbagliata. La pelle è infatti un organo complementare in quanto altri organi quali l’intestino o il fegato se ne possono servire come “ valvola di sfogo” quando sono saturi di tossine. Concludemmo il lavoro lavorando con la floriterapia per qualche mese per abbassare i livelli di stress che comunque molto incidevano nell’insorgenza dei disturbi. A distanza di due mesi dalla prima consulenza il sig.M mi comunicò che anche il suo dermatologo confermava la completa remissione della patologia.

UN INTESTINO COMPLETAMENTE BLOCCATO

La sig.ra G. ha 34 anni e arriva da me con un problema abbastanza serio all’intestino. Da anni soffre di una stitichezza molto aggressiva che la porta ad evacuare anche una sola volta ogni 15 giorni con tutti i problemi che una situazione del genere può determinare : lamenta gonfiori e dolori addominali, mal di testa ricorrenti, stanchezza cronica , sapore cattivo in bocca soprattutto al risveglio, difficoltà a dormire, difficoltà a digerire, perdita di capelli molto importante, denti che si sgretolavano, emorroidi . Tutti sintomi che non sembrano direttamente collegati all’intestino ma che in verità sono tutti dipendenti da esso. Una stitichezza così feroce può causare grossi problemi ed alterazioni alle pareti intestinali limitandone enormemente le capacità assimilative; le cellule intestinali sono deputate ad assorbire anche i minerali e le vitamine presenti nei cibi che mangiamo ma se non sono più in grado di svolgere il loro compito possono presentarsi sintomi da carenze come quelli di cui soffriva la sig.ra G. Essendo i minerali e le vitamine la benzina di tutte le nostre reazioni biochimiche , quando ci sono carenze tutto il metabolismo inizia a funzionare in modo parziale e quindi il sonno e la nostra energia vitale possono risentirne. I nostri capelli non più nutriti a dovere iniziano a morire e cadere senza che ci sia un sufficiente ricambio e a lungo andare si inizia a vedere il cuoio capelluto: questa situazione è già quasi irreversibile. I nostri denti possono rompersi o scheggiarsi: il calcio di cui sono composti viene usato straordinariamente dal metabolismo per supplire alla mancanza data dall’impossibilità dell’intestino di assorbire le quantità necessarie. Infine quando l’alvo diventa settimanale o addirittura quindicinale problemi di emorroidi si possono presentare a causa della consistenza eccessivamente compatta delle feci ma anche per cause epatiche. Questo era il quadro fisico ma dal punto di vista emotivo c’era una situazione depressiva in atto sia per le problematiche intestinali sia per il disagio che la signora provava nel farsi vedere quasi calva. Questi disturbi andavano avanti da circa 10 anni e i medici avevano proposto di impiantare un dispositivo nel suo intestino che potesse supplire alla quasi assenza della peristalsi. Aveva seguito molte terapie farmacologiche e dopo tanti tentativi alla fine gli era stato consigliato un aiuto psicoterapico, essendo arrivati ad ipotizzare che i suoi disturbi in realtà fossero esclusivamente di origine psicosomatica. Era stata in terapia per 3 anni ma senza avere risultati. Con la sig.ra G. abbiamo lavorato per molti mesi sull’intestino ed in sole tre settimane è passata ad evacuare da una volta ogni 15 giorni a un giorno sì e uno no. Nei due mesi successivi aveva raggiunto la regolarità ma sempre aiutata dalle integrazioni. Dopo 5 mesi dal nostro primo incontro aveva raggiunto la regolarità senza più nessun aiuto se non in termini sporadici. Per raggiungere questo risultato abbiamo lavorato molto anche sul fegato che risultava avere un ruolo molto importante nel problema e abbiamo trattato lo stress emotivo con la floriterapia. La floriterapia ha dato talmente tanto beneficio alla sig.ra G. che ha deciso di continuare il percorso anche dopo che i suoi problemi fisici ed emotivi erano rientrati. A distanza di 5 anni è sempre regolare, mantiene il suo intestino funzionante con interventi naturopatici di prevenzione ed ha una chioma e un sorriso di tutto rispetto.

TOSSE CHE NON SE NE VA

Il piccolo M. arriva da me con la mamma che mi dice disperata che il suo bimbo di 8 anni ha una tosse che non guarisce. L’anno precedente in autunno M. inizia a tossire continuamente ma solo di giorno con una tosse secca e molto “piccola” – come la definiva la mamma – per dire che erano colpetti di tosse di gola e non di bronchi. La tosse durava già da tre settimane quando iniziò a portare M. dal medico. Nel corso dei 14 mesi successivi prese sciroppi fluidificanti, cortisone e faceva aerosol molto frequentemente; fece molti esami che non evidenziarono nulla di significativo. Gli fu consigliato anche di fare i test per verificare se M. fosse allergico a qualche muffa o fungo: i risultati evidenziarono una particolare sensibilità ad una muffa e la mamma fu costretta a sospendere ogni attività sportiva di M. perché quella muffa era presente nelle piscine e nelle palestre. In seguito, visto che la tosse non accennava a migliorare nonostante l’allontanamento da quei luoghi, gli prescrissero una cura con un antimicotico per bocca sospettando che le spore fossero già entrate nei suoi polmoni. La tosse però continuava imperterrita. In seguito si rivolse ad un allergologo che gli prescrisse degli antistaminici per le allergie ma anche questo non portò alcun beneficio. Questo era il quadro ma la cosa che mi incuriosiva molto era che di notte non avesse nessun sintomo e che appena apriva gli occhi questa “tossetta” ricomparisse come per magia. Visto che tutti i tentativi per debellare la tosse non erano serviti decisi di considerare la tosse come un sintomo di un altro tipo di malessere che poteva essere legato a qualcosa che il bimbo faceva da sveglio. La sensazione che non gli piacesse la scuola era molto forte e decisi di farlo parlare proprio di questo. Ne venne fuori un quadro interessante: il bimbo era sopraffatto dal sistema scolastico, gli dava ansia e nervosismo ed aveva paura nell’affrontare in particolare una insegnante. Da notare che per tutto il tempo che M. ha parlato della sua situazione con la sua maestra non ha fatto un colpo di tosse. Abbiamo deciso in accordo con la mamma di iniziare a lavorare con M. con i fiori di Bach ed il mese dopo quando venne al secondo incontro entrò contentissimo e mi disse “La tosse brutta è andata via appena sono arrivati i fiori”. In realtà i fiori di Bach hanno aiutato M. ad abbassare le paure e le ansie legate alla scuola. Quella tosse inspiegabile altro non era che un disturbo neurovegetativo dato da un eccesso di stress che soprattutto nei bambini può presentarsi in periodi per loro più difficili. Sono stati sufficienti solo due mesi di floriterapia perché la tosse non si ripresentasse più.

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